martedì 14 giugno 2011

Cronologia - XVIII secolo

Nel 1704 a Londra, Newton pubblicò un' opera sui suoi studi giovanili sulla luce, intitolata: "Opticks". Newton studiò la dispersione ottica di un raggio di luce bianca che attraversa un prisma di vetro e si scompone nei vari colori; analizzò anche quelli che oggi sono detti "anelli di Newton" (che erano stati descritti da Robert Hooke nella sua Micrographia del 1664) e concluse che gli aloni colorati che si vedevano nei telescopi di allora fossero dovuti alla rifrazione della luce bianca (fenomeno chiamato aberrazione cromatica).
  Il telescopio riflettore costruito da Newton (1668).
Per ovviare a questo problema Newton costruì un telescopio riflettore che usa un grande specchio concavo per far convergere i raggi luminosi in un altro specchietto più piccolo inclinato di 45° così che esso li diriga nell'oculare.

Cronologia - XVII secolo

Nel 1604 Keplero riprese il lavoro dell'abate nel suo Paralipomena ad Vitellionem (Il seguito del Vitellione), esponendo quella che è, con pochi cambiamenti, l'ottica geometrica moderna. Il Paralipomena venne integrato (sempre da Keplero) nel 1610 con la Dioptrice, nella quale inserì la parte dell'ottica riguardante le lenti.

Johannes Keplero, Paralipomena ad Vitellionem (1604), Francoforte

Cronologia - XIII secolo

Metà XIII secolo - Ruggero Bacone non si era occupato solo di argomenti teorici ma anche di ottica pratica, di rifrazione e di lenti ustorie. Per primo dopo gli scienziati dell’antica Grecia riconosce lo spettro visibile in un bicchiere d’acqua e a lui si devono anche misurazioni sull’arcobaleno.

"Opus maius", Ruggero Bacone (1267)

Cronologia - Mondo antico

VI secolo a.C - Pitagora sosteneva che l'occhio inviasse raggi visuali, pensati come rette, a esplorare l'ambiente esterno. Diversamente da lui la pensavano gli atomisti e Democrito (V sec. a.C., circa) in particolare: la loro teoria consisteva in simulacri o idola emessi dagli oggetti e ricevuti dall'occhio.

Democrito (460 a.C. - 370 a.C.)


Pitagora (575 a.C. - 495 a.C.)

mercoledì 1 giugno 2011

Approfondimento: ottica e telecomunicazioni

Contrariamente a quanto si possa pensare lo sfruttamento della luce per veicolare le informazioni (grazie all' utilizzo delle fibre ottiche) non rappresenta un' assoluta novità; infatti Claude Chappe, insieme al fratello Ignace, il 22 maggio 1792 presentò all’Assemblea Legislativa francese l'invenzione del telegrafo ottico o semaforico. 

(Rappresentazione grafica del "telegrafo ottico" di Claude Chappe, 1792)

L' importanza dell' invenzione di Chappe risiede anche nel fatto che lo stesso inventore francese propose un metodo per regolare il flusso di informazioni che con la sua invenzione era possibile gestire. Questa sua soluzione fu alla base della gestione delle informazioni nei successivi telegrafi e nei più moderni mezzi di comunicazione.

Brevetti

Tra i vari brevetti uno dei più importanti riguarda l' utilizzo delle fibre ottiche per le telecomunicazioni.
Il brevetto in questione è datato 1 Novembre 1976, realizzato da ingegneri giapponesi.

Occorrenze nella letteratura - II

Il concetto di ottica si riscontra anche in una delle opere più importanti del Settecento "L' Encyclopédie ou dictinnaire raisonné des sciences, des artes, et des métiers" (Parigi, 1751 - 1772). Con quest' opera i due autori si prefiggono di passare in rassegna l' intero sapere umano, in ordine rigorosamente alfabetico.
Nell' opera è possibile riscontrare una definizione del concetto di ottica, oltre a diverse applicazioni pratiche di questa materia di studio. Un esempio è l' analisi di un microscopio ottico (sotto riportato)